sabato 29 agosto 2009

valore

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto,
un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato,
due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale
ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua,
riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo, accorrere a un grido,
chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordarsi di che.
Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord,
qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
 
Considero valore il viaggio del vagabondo,
la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.

Erri De Luca (da “Opera sull'acqua e altre poesie”, Einaudi, To, 2002)

lunedì 24 agosto 2009

africa e poi...

... non è facile dire di quel che è stato questo campo.

E' stata dura, non tanto per l'adattamento pratico; certo topini, scarafaggi, febbre a 39, caldo ecc non sono stati semplici da affrontare. Ma il fatto principale è che quando sono arrivata mi sono sentita angosciata, un po' per quello che vedevo che è assurdo; non vedi i bambini morire di fame sotto i tuoi occhi, ma vedi un mondo che vive in modo irreale: così tutto agitato e incasinato, riversato per
le strade, ma allo stesso tempo immobile e con un senso di attesa e fatalismo quasi irritanti, senza prospettive. 

Ma non solo: purtroppo ci sono cose che si sono smosse di dolori personali che non riuscivo a metabolizzare e che ora capisco, solo dopo aver sedimentato troppe sensazioni; non riuscivo a comunicare ciò che sentivo ne alle persone care a casa ne a qualcuno che condivideva quel momento. Purtroppo il senso di certe cose speravo lenisse altro e invece ha solo amplificato certe mancanze e ho sofferto davvero molto.
Speravo di tornare con la voglia di ripartire, con la sensazione di poter fare una scelta alternativa per la mia vita che mi rendesse "viva" e desse un senso anche al fatto di non avere una famiglia, e
invece sono tornata con la voglia banalissima di una vita "normale".
Però paradossalmente ho meno paura, meno ansia e soprattutto ho ben chiaro che non voglio spendere energie per inutili problemi.

Mi mancano i bambini, sono stati davvero una ricchezza, i loro sorrisi, il loro abbraccio che ci ha accolti e paradossolmente sostenuti.
Mi manca il vento della sera a malika, che portava lontano i pensieri, lo djambè, la luna sulla spiaggia, i granchi e il ritmo delle onde, gli scrosci di pioggia, i carrapide, i colori.

poi con calma si rimettono in fila i pezzi delle macerie con cui sono partita e di quelle con cui sono tornata.

Mi ha stancata questo viaggio. spossata da un lato; e mi sento in colpa per questo, mi sento stupida;
ma per casi della vita tra quando ho deciso di partire e quando sono partita sono successe troppe cose e
ho sopravvalutato le mie forze. Mi sono imposta di stare in piedi con la febbre realmente e metaforicamente, e non è stato semplice. 
Spero solo che almeno ci sia stato frutto: ho visto i bimbi contenti, ho creduto e dato quel che ho potuto per il progetto dell'informatica per quanto le difficoltà tecniche siano state molte, sono stata felicissima di sodis: per quanto il tempo sia stato poco sono stati davvero dolcissimi e l'interesse che ho percepito mi ha imbarazzata; so che hanno apprezzato l'impegno ma spero che davvero il risultato sia efficace, perché quello che conta è che sodis funzioni e sia fattibile.

Alla fine sono tornata svuotata e ricca allo stesso tempo, sapendo che si guarda al presente con occhi diversi. Lasciando che la vita porti, ma anche consapevole di molte cose.