giovedì 28 aprile 2011

è mattina di primavera


è mattina di primavera, indiscutibilmente.
Pioppini come se nevicasse, profumo di fiori e starnuti, un moscerino nell'occhio per il buongiorno, 
giacchina un po' sulle spalle, poi in mano che poinonsisamai e che magaripoifafresco. 
è mattina di primavera, coda di macchine e sciame di moto, guido con un sorriso idiota sulla faccia, cantando in macchina a voce alta; la telefonata con una amica, in viva voce, con le mani che si lasciano il volante per mimare concetti divertiti. 
arrivare al lavoro sa di piccola faccenda da sbrigare tra le venti della giornata, 
i ricci sono voluminosi e qualche capriccio vorrebbe essere sopito. 
Un cappuccino al bar, cannella, un sorriso. 
è mattina di primavera, mi manca il mare. 
Etciù, buongiorno.

mercoledì 20 aprile 2011

apologia delle piccole cose

le piccole cose, quelle che amo, quelle da proteggere, quelle che sanno di intimità tra le persone, quelle che fanno tenerezza; e che riempiono la vita in mezzo a qualsiasi tempo frammentato in mille cose da fare e tra centinaia di persone che ci girano intorno.
che mi sanno emozionare, così come ferire come piccoli spilli. senza motivo a volte, perché le piccole cose sono piccole, perché le cose importanti sono altre.
torno a ridimensionare la misura degli eventi per arignare il senso di valanga che in questi giorni mi fa sentire oppressa, però capiamoci, un sassolino in una scarpa può rovinare una giornata di cammino.
penso a gesti, toni di voce, attenzioni e sgarbi, casi buffi, particolari e dettagli, l'allegria che nasce in un sorriso condiviso, il nervoso sottile che sa appestare una giornata come un odore acre.
penso a chi stamattina mi ha offerto il caffè con un sorriso, a chi mi ha aperto la porta per farmi passare, a un complimento lasciato cadere indulgente. penso ad una telefonata inopportuna, all'amarezza a cui non so adeguarmi, al senso di non identità di chi conta le persone come gente, come "qualcuno" e non un incontro.
penso che sì, sono pesante come un macigno, ma il senso delle cose per me è questo, un pizzico di sale che se mal dosato o mancante può alterare il piacere del gusto, la luce che se troppa o assente provoca impossibilità di vedere. poi non saranno le piccole cose a scardinare un minimo di buon senso, ma lasciano il loro segno. briciole. sintomi lievi di pensieri su valori che mi accompagnano, senso frustrante di essere non allineata e non volermi adeguare.
sorrido per le piccole cose, mi commuovo per la mano tesa di un "nipotino" che mi dice "con te", mi rallegro per una idea di un regalo, mi scende una lacrima per un desiderio custodito.

giovedì 7 aprile 2011

nostalgia di primavera

quando dopo un senso di freddo interiore vedi intorno che tutto si sveglia vorresti fare parte di un prato, vorresti essere "quel prato". per aspettare il sole, poi la pioggia e ancora il sole, per sentirsi rifiorire. per sbocciare in espressione di vita. quando invece ti senti masso inerme alle intemperie no, ti senti un po' incazzato, un po' stanco di quel peso che non ti permette di scaldarti, che ti rende erodibile e non fertile. ho nostalgia di un prato cui assomigliavo, nella freschezza e nella serena attesa che il corso delle cose portasse colore. ora no.
intanto altri elementi si affollano nella mia vita, quelli che mi portano in fuga, quelli che mi trattengono per le caviglie in modo doloroso, quelli che sento soffocati. e alla fine mi sento come un nevaio che potrebbe sciogliersi al primo sole. con un onda di emozioni compresse, dolorosamente rumorose, che rischiano di diventare valanga su me stessa.