stanca. me ne accorgo quando chiamo le amiche perché mi ricordo e non so spiegare il senso di tristezza. me ne accorgo quando mi vedo allo specchio e sono sciupata, non curata. quando il mio fisico accusa malanni vari piccoli e stupidi e non ha le forze per una bella febbre che mi convincerebbe ad una giornata a letto. e mi rivedo nella gente che incontro e mi vedo svilita dalla stanchezza. un cappellino che invece di sfoggiare serve solo a non avere freddo e avere troppo caldo quando mi dimentico di toglierlo nel supermercato ! per fortuna è servito a rincrociare qualcuno che ormai penserà che esisto solo in versione "barbie in russia" :-) (solo chi ha visto
"quel" cappello può capire*).
nel frattempo mi rendo conto inesorabilmente che mi stancano non tanto le cose fatte, le poche ore di sonno, i viaggi, quanto piuttosto le cose che so di dover fare, quelle che ricordo di aver dimenticato di fare, quelle che avrei dovuto fare e non sono riuscita a fare; il senso di affanno, di impotenza, di aspettative mal riposte, di mancanza di tempo per fare le cose a cui tengo, ma ancor di piu' la mancanza di energie e di voglia. il senso di voler scendere: dal treno, dall'aereo, dalla macchina. scendere in una nuvola di abbraccio e di silenzio. fermarsi e sgombrare la mente. e ricordarsi che la vita è solo adesso, smetterla con i futuri in domande, desideri e imposizioni. oggi, noi, quello che abbiamo e che riusciamo a fare. fermarsi. però in un domani piu' tranquillo e fruttuoso ci spero, è un controsenso lo so. ma è così.
* e questo è l'ultimo arrivato
