lunedì 30 marzo 2009

interessante !

se penso ai confronti che la vita ci mette davanti, alle domande e alle scelte non sempre la mia autostima ha fatto conto sul mio essere interessante. decisamente piu' interessata in modo piu' o meno approfondito o di assaggio. così ne ho combinate mi verrebbe da dire, che a ben pensarci se faccio mentalmente un elenco dico "però, anche questo". sport volontariato e interessi vari, spaziando dalla ginnastica al cavallo, dal clarinetto al coro di chiesa, dalla lettura al teatro, e cose pure un po' particolari...
eppure cosa mi è poi rimasto, perché ho smesso?
ho smesso perché sempre piu' avevo casa e affetti seri, doveri e desideri, stanchezza e poche energie da riservare a stare a tavola con un pane quotidiano da crescere. ho smesso perché non serviva piu' riempire i silenzi ma vivere anche quelli, perché in un abbraccio c'era un mondo intero. e adesso ricomincio allo stesso modo, con cautela e mani. mani sì, perché di tutto mi è rimasto questo, il mio interesse, le persone. sono una persona affettiva, di tutte le esperienze ricordo un gesto, una voce o un sorriso. ecco questa sono io. questo è il mio vivere. e adesso incontro persone e intorno mi godo esperienze e emozioni. e mi sento viva.

domenica 29 marzo 2009

sono viva

sono viva e sto riprendendo a percorrere varie strade per recuperare i miei pezzettini di vita e di cuore. pezzi che si sono persi per scelta o per caso, per adattamento o per pigrizia.
Così in un we un aperitivo con una persona che mi fa ricordare alcuni valori a cui tengo, una cena con una amica con cui ritrovarsi a specchio nel capire i passati, un pranzo incuriosita e una cena con persone speciali di una associazione e un possibile progetto a cui pensare davvero, una giornata al lago con possibili nuovi interessi e... ecco adesso vado a dormire, ma sono piu' serena ecco.

martedì 24 marzo 2009

la fine

la fine di tutto questo discorso è che avevo già visto, detto e capito. ma non accettato quello che ora si è palesato: sei immaturo, e meschino sopratutto. ti ho sempre giustificato ma ora piu' che mai so che il peggio era solo nascosto dalla patina della sindrome del principe azzurro. povera chi ti crederà dopo di me, perché sì, sei bravissimo a essere credibile. e penso anche che la tua rabbia fosse sintomo della paura di essere stato smascherato. facile fare il grande maturo e pretenzioso perché ti mantenevi,lavoravi e vivevi da solo mentre le tue ex erano meno mature di te sulla gestione delle cose, ma con me sei cascato molto male. adesso poi tra giochetti e indirizzi mail, contatti skipe e cose varie nascoste dimostri solo che sai mentire abbastanza bene, che giochi benissimo a nascondino, con te stesso soprattutto. io so solo che da ora in poi ascolterò il tuo consiglio del cavolo, aspetterò quello giusto e non aspetterò a mandar via qualcuno che anche solo per un minuto non dovesse sembrarmi perfetto. a costo di essere troppo sofistica, perché se perfezione deve essere non illuderò ne farò perdere vita a qualcuno come hai fatto tu. io non sono perfetta, ma sono fiera di me e della mia integrità morale, della mia chiarezza di idee e sentimenti, ora piu' che mai. tu sei un povero meschino. piu' di tutti coloro che mi hanno fatto del male, per il semplice fatto che ti ho dato due modi di salvarti, la consapevolezza delle cose e l'eventuale perdono e la comprensione per poterti occupare del tuo percorso senza perdermi. ti ho scoperto e amato nonostante tutto. e adesso hai perso me, il ricordo che io posso avere di te, e sei scappato come un vigliacco. chissà se hai anche tolto gli specchi. ho rinunciato a accanirmi per ottenere ciò che merito, ciò a cui vigliaccamente ti sei sottratto, solo perché tu avrai sempre il marchio di essere stato misero, e io di avere avuto piu' dignità che rabbia. quindi molta.

dopo l'amore - eugenio finardi

Dopo l'Amore non c'é niente che ti vada di fare
Dopo l'Amore non sai più con chi parlare
Dopo l'Amore giri perso tra gli sguardi della gente
Dopo l'Amore non t'importa più di niente


Dopo l'Amore
Dopo l'Amore


E guardi tutta notte la televisione
E ti trovi a piangere come un pirla per una stupida canzone
Dopo l'Amore non c'é niente che ti faccia più volare
Dopo l'Amore si ha paura di sognare


Perché l'Amore é forte
Più forte della fame
Non si può comprar con l'oro
Non si vende come il pane



Perché l'Amore é forte
Ma fragile come vetro
S'incrina per un sospetto
E poi s'infrange su di un segreto


Perché l'Amore é forte
E s'é puro come un bambino
C'é chi giura che vince anche la morte
Che piega anche il destino


Dopo l'Amore ti ritrovi senza più un amico al mondo
Dopo l'Amore sembra di toccare il fondo
Dopo l'Amore vai cercando per le strade e tra la gente
Qualcuno a cui poter parlare ma a nessuno frega niente


Perché il mondo non si ferma, il mondo guarda avanti
E sono tutti così presi, sono tutti così distanti
Il mondo é pieno di amanti che si danno tenerezza
Il mondo non ha più voglia di tristezza


E ti trovi alle quattro del mattino
Sotto una finestra a immaginare chi le sta vicino
E passi per vedere se la sua macchina é sotto casa
E vorresti poter sapere ma non sai nemmeno tu che cosa


E come dal corpo una goccia di sudore
Un giorno ti svegli e ti rendi conto che ti é uscita dal cuore
Come passa la febbre e si guarisce dal dolore
Dopo l'Amore non c'é altro che l'Amore
Dopo l'Amore non c'é altro che l'Amore
Dopo l'Amore non c'é altro che l'Amore

giovedì 19 marzo 2009

(not) With Or (not) Without You

me lo ricordo bene quando mi facesti sentire quella canzone, d'estate in macchina. una frecciata cui non ho reagito subito, ma a cui ho reagito un paio di giorni dopo quando, dopo aver anche graffiato la macchina, credo di averti urlato tutta la mia rabbia e il mio essere esausta riguardo a quello che era il tuo modo di fare e al non sapere mai cosa ti passasse per la testa. ricordo la tua insoddisfazione, la tua insofferenza a tutto, il rivedere quella persona per "caso" (alla luce di ciò che è successo ho molti dubbi sulla verità delle cose) e poi la mia ansia e la tua scenata. volevo scappare, volevo mandarti via. ma proprio tu piu' evidenziavo incongruenze e problemi più li risolvevi, più cercavi poi di convincermi (e convincerti). è una follia, a pensare a questo, aver investito due anni e mezzo su una persona che dentro di se stava come al primo settembre insieme, con un tira e molla interiore assurdo. tanto piu' dopo avermi lasciata, dopo i discorsi chiarissimi, le carte in tavola, e le cose anche urlate. dopo lettere e comprensione. ne ho passate davvero troppe per poter solo immaginare di desiderarti di nuovo. eppure il mio stare con te era sempre quello di una lettera su un abbraccio, piu' forte della mia testa e dei ragionamenti. e quel senso di casa e di appartenenza che mai avevo avuto. non so piu' davvero cosa pensare, se penso alle porte che ti ho aperto per ammettere le cose, al tuo devo decidere cosa desidero dalla vita, a cosa potessi davvero sperare e aspettarmi da te. dall'altra parte ricordo le colazioni insieme, il vivere di tutti ii giorni sempre piu' condiviso, il senso di aver preso il ritmo reciproco ogni giorno di piu', di non temere di litigare per uno spazzolino (al massimo per una rivista!),il mio cucinare con te che stiravi, lo stare accoccolati sul divano e i ciao ciao dal finestrino, le mail e i messaggini quando eri via. possibile che fosse tutto un auto convincerti, un metterti in gabbia a cui poi dolorosamente e rabbiosamente ti ribellavi. tutto li? ma perché, perché quando nemmeno ti avrei lasciato il senso di colpa mandandoti via io. a volte il piccolina mi faceva sentire compatita, a volte davvero non capivo il senso del tuo stare, ero stremata e sfinita dal tuo non essere stabile, dal non vedere nulla di concreto, dal senso che tuttto sfuggisse senza diventare passo o mattone. detto così era tempo che non aveva senso tutto. e agosto, novembre, gennaio dimostrano quanto lo temessi e per quanto conservativa non fossi disposta a sentirmi stanca e sfinita da tutto questo. bene. perfetto ma allora cosa ci ha fatti prendere, cosa tornare, cosa stare insieme a dispetto di tutto? io ricordo il pianto riapartendo da casa tua ad aprile, mesi prima di ammettere che forse noi, ricordo il senso di un distacco doloroso, ricordo il dirti di no, il senso di istinto di protezione. e proprio tu a far crollare quel muro, una volta, due, poi lasci, poi torni. chi ce lo ha fatto fare? mi ero non incaponita su di te, anzi. non mi ero resa tappetino per paura di non averti, mi ero arresa alla evidenza. non c'era verso. di non sentire la tua mancanza. e così adesso sono serena, meno stanca, mi sembra tutto piu' chiaro, e nemmeno ho paura di stare sola. però ci sei da qualche parte. non mi manchi, vivo con la tua assenza. e di nuovo non ne vedo il senso. non so perché stavo con te, non so come mai non sei con me.

mercoledì 18 marzo 2009

Le cose che ho imparato.. (Paulo Coelho )

Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita:


-Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà.

E per questo, bisognerà che tu la perdoni.

-Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per

distruggerla.

-Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.

-Che le circostanze e l'ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo

responsabili di noi stessi.

-Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti,o essi controlleranno te.

-Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era

necessario fare, affrontandone le conseguenze.

-Che la pazienza richiede molta pratica.

-Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come

dimostrarlo.

-Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando

cadrai,è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti.

-Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che

non ti ami con tutto se stesso.

-Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono

sciocchezze:sarebbe una tragedia se lo credesse.

-Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior

parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.

-Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non

si ferma, aspettando che tu lo ripari.

-Forse Dio vuole che incontriamo un po' di gente sbagliata prima di

incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo

come essere riconoscenti per quel regalo.

-Quando la porta della felicità si chiude, un'altra si apre, ma tante

volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è

stata aperta per noi.

-La miglior specie d'amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un

portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti

che è come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta.

-È vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche

vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.

-Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un'ora per piacergli, e un

giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.

-Non cercare le apparenze, possono ingannare.

-Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.


-Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso

per far sembrare brillante una giornataccia.

-Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.

-Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che

vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero!

-Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai

solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.

-Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a

sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano,

speranza sufficiente a renderti felice.

-Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente

anche loro si sentono così.

-Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni

cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.

-L'amore comincia con un sorriso, cresce con un bacio e finisce con un the.

-Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene

nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e tuoi

dolori.

-Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano.

Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l'unico che sorride

e ognuno intorno a te piange.

martedì 17 marzo 2009

al vento

Sto male perché penso a tante cose e non ci capisco piu' nulla. perché non so davvero come accettare di non essere valsa abbastanza per reagire insieme, perché tu reagissi; e tanto piu' perché ho creduto lo stessi facendo, me ne stavi addirittura dando prova. E potresti dire che infatti ci hai provato, ma se lo fai aprendo una via di fuga e perché non stai provando, stai cercando un buon alibi, un buon motivo per non ammettere le cose.
Sto male, perché mi sono fidata, perché se vedo i cassetti vuoti mi sembra di impazzire di dolore, della tua mancanza, di quell'abbraccio che era casa piu' di qualsiasi cosa o persona della mia vita.
Sto male per la fatica inutile, per la tua rabbia, per le mie paure che ho combattuto con la fiducia per poi ritrovarmi tradita nei valori. Mi dicono di pensare al brutto, alle cose negative. E mi viene una rabbia viscerale, e vorrei sapere come diavolo fai ad andare avanti con spiegazioni di un minuto, come fai a pensare che la spiegazione sia semplice, non eravamo fatti l'uno per l'altra.
Sarebbe facile. Ma troppo assurdo. Perché resta una busta sulla mia scrivania con una richiesta di residenza, restano messaggi e mail che dicono mi manchi, che dicono fidati, che dicono noi siamo la cosa piu' importante.
E mi chiedo chi eri, chi sei che hai portato via tutto; chi sei che rischi di convincermi che non esiste nulla che valga abbastanza. Nemmeno quell'abbraccio che chiamavamo casa.
Sto male, perché nulla ha piu' un nome, perché non c'è piu' una casa, perché ho una folla di immagini come fantasmi, perché nemmeno piu' i ricordi sono veri.
Sto male perché non so cosa avevo e cosa ho perso.
So solo che manca tanto, so solo che avevo paura, so solo che sto male.

giovedì 12 marzo 2009

Mt 6, 24-34

Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro?
E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un'ora sola alla sua vita?
E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano.
Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro.
Ora se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede?
Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno.
Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena.

il ritegno e le cose giuste

Forse non sei stato capace di gestire le cose, forse la tua testa è fuori controllo, forse sei stato non cattivo ma di certo vigliacco. Io tante cose le ho capite, tante le ho perdonate, ma non che tu rompi me in quanto specchio che ti faceva vedere le cose che non volevi vedere. Ti ho dato tutto ma non ti ho amato abbastanza per mentirti, forse perché ti ero stata amica, forse perché davvero ti volevo BENE piu' ancora che amarti. Forse perché penso che per un millimetro di bicchiere vuoto ti stai rodendo troppo, forse perché penso che sei viziato di ritorno, che pretendi dalla vita cose che devi rassegnarti a non avere. Niente ti renderà il passato e ciò che non hai avuto, niente ti garantirà la perfezione e nulla ti darà la sicurezza di raccogliere ciò che meriti (e secondo che metro di valutazione? ora per me meriteresti la solitudine eterna !). Il punto è che hai usato la mia vita per nasconderti da te stesso, o hai cercato risposte sbagliando le domande. Il punto è che ti sei arrabbiato perché stimavi la mia intelligenza e non volevi sentire qualcosa che distruggeva i tuoi alibi e svelava le tue paure. Il punto è che mi hai fatta del male perché mi era costato molto mandarti via, vedere cose che non volevi vedere e che io temevo, e poi hai ribaltato la frittata e mi chiedo quanto davvero ci fosse di vero e di conscio in te ! Pensare che le tua parole centellinate e pesate non fossero pensate, che i tuoi gesti concreti non fossero ben ponderati no, pensavo che il VALORE (non il costo) delle cose fosse proporzionato a quanto si è disposti a dare; quello che è facile non è raggiungere l'obiettivo ma deciderlo. Per me lo è sempre stato, a dispetto delle difficoltà. E, sia chiaro, non un concetto generico e astratto, ma completamente nostro. So chi sono e quali sono i miei valori. E mi è semplice capire qual'è il limite tra scelta e rinuncia, tra compromesso e adattamento. Intanto tu non ti prendi la responsabilità nemmeno di occuparti dei cocci lasciati indietro, nemmeno ti preoccupi di sparire. Io mi sono stancata del tuo esistere nella mia vita, in ogni angolo vorrei far sparire le tue tracce, perché la delusione pesa troppo rispetto al dolore, perché la rabbia non chieda ancora tributo alla mia serenità. Eppure tu non sai capire: che avrei almeno voluto ti facessi perdonare come persona, che avrei almeno voluto che ci fosse un senso, qualcosa di imparato. Io dai miei cocci ho sempre cercato di capire, dal letame degli errori ne ho fatto spuntare nuovi fiori, ma non sfuggendo allo schifo, alla puzza, alla fatica. E io sono un fiore. Per la prima volta so che sboccerò, so che colore e che pianta sono, so dove sono le mie radici, a dispetto di tutto.

mercoledì 11 marzo 2009

ripeto a me stessa !

Chiudi gli occhi
immagina una gioia
molto probabilmente
penseresti a una partenza

ah si vivesse solo di inizi
di eccitazioni da prima volta
quando tutto ti sorprende e
nulla ti appartiene ancora

penseresti all'odore di un libro nuovo
a quello di vernice fresca
a un regalo da scartare
al giorno prima della festa

al 21 marzo al primo abbraccio
a una matita intera la primavera
alla paura del debutto
al tremore dell'esordio
ma tra la partenza e il traguardo

nel mezzo c'è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è potere e sapere
rinunciare alla perfezione

ma il finale è di certo più teatrale
così di ogni storia ricordi solo
la sua conclusione

così come l'ultimo bicchiere l'ultima visione
un tramonto solitario l'inchino e poi il sipario
tra l'attesa e il suo compimento
tra il primo tema e il testamento

nel mezzo c'è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è sapere e potere
rinunciare alla perfezione

ti stringo le mani
rimani qui
cadrà la neve
a breve

(Costruire - Niccolò Fabi)

martedì 10 marzo 2009

solitudine

“… Con un certo sollievo si era lasciata andare. Le sembrava di avere sempre fatto tutto quanto per qualcun altro, ma adesso c’era soltanto lei e poteva semplicemente smettere, arrendersi e basta. Aveva più tempo per le stesse cose, ma avvertiva un’inerzia nei movimenti, la fatica come di spostarsi dentro un liquido viscoso. 

Vagava per l’appartamento silenzioso come il fantasma di se stessa, inseguendo senza fretta la propria lucidità. Sto impazzendo, pensava alle volte. Ma non le dispiaceva. Anzi, le veniva da sorridere, perché finalmente stava scegliendo lei.”

(Paolo Giordano – la solitudine dei numeri primi)

stanca

di essere arrabbiata
di pensare
di capire
di non avere energie per una amica
di avere paura
di non capire
di temere
di desiderare
di essere delusa
di sentirmi svuotata

quindi malgrado tutto lotto per essere me stessa
una vocazione ancora irrisolta, ma resta

martedì 3 marzo 2009

io vorrei che morisse di lacrime !

e invece dopo aver costruito, dopo avermi fatto passare periodi con i suoi umori assurdi, dopo i km e le fatiche, dopo un letto matrimoniale, una convivenza part time, un viaggio in inghilterra per un possibile futuro insieme, dopo una richiesta di residenza fatta il 16 febbraio beh, ora lui si sente con la sua nuova bella, protetto dal fatto che lei vive all'estero, con la leggerezza di qualcuno che da calore senza avere una resposabilità nei suoi confronti. e a me restano le macerie.
vorrei che morisse, vorrei che sentisse la paura di aver perso tutto.
se come adesso "svende" a me e ai suoi amici che non eravamo le persone giuste beh, mi spiega che senso ha avuto tornare in lacrime quando lo ho buttato fuori a fine gennaio? convincermi che i suoi blocchi su progetti futuri derivavano dal vissuto dei suoi e dalla sua insoddisfazione lavorativa ma che ero io la donna della sua vita? portarmi il 28 gennaio in inghilterra dicendo "se dovessi venire qui a lavorare vorrei che tu tu trasferissi con me, senza di te non lo so se...", prendere la residenza ecc !? ma se anche avesse solo avuto il dubbio non sarebbe stato troppo? e adesso ero la persona sbagliata e ha tra le mani la nuova donna della sua vita?
io come devo stare?
delusa
incazzata
scioccata?
io non penso che sarebbe stato possibile alcun ritorno ormai, ero stanca di tutto questo. quindi un po' mi sento forte.
ma questa cosa mi rende una rabbia e un senso di assurdo che vorrei qualcuno mi spiegasse cos'altro devo vivere per dover arrivare a odiare invece che amare !