Chiamiamoli gli Assaggiatori. Anzi, chiamiamole le Assaggiatrici.
Perché lo fate soprattutto voi, care lettrici.
Siete voi le gazze dell'antipasto, i rapaci del carpaccio, le aquile del contorno, le poiane del dessert.
Siete voi quelle che dicono: "Magari ne assaggio un pò del tuo.".
Una premessa. Il merito, o la colpa, di queste righe va a una giovane donna bruna, Federica, vicina di tavolo in un ristorante di Milano. La signorina non ha cercato di infilare la forchetta nel mio piatto, ma ha lasciato intendere che avrebbe potuto farlo, se fossimo stati in confidenza. Devo aggiungere che Federica è un'assaggiatrice reo-confessa, e questo le fa onore. Ha ammesso infatti che le donne - dai cinque ai centocinque anni - hanno questo difettuccio: non ordinano, piluccano. Non s'abbuffano come noi uomini ma, appunto, "ne assaggiano un pò". Il giorno dopo il nostro incontro - c'era un fidanzato testimone, che deve averci rimesso due cucchiaiate di dessert - la signorina mi ha spedito una sorta di sfogo, recuperato su internet. Il testo contiene la frase-chiave, quella che passa nella testa di ogni maschio in queste occasioni: "Ma porca miseria, prendine una porzione e avanzala". Invece no. Questo non accade. Assaggiare dev'essere un piacere sublime. Vedere la faccia infantile del compagno privato di un terzo di tiramisù è una soddisfazione che noi uomini (titolari del tiramisù) non possiamo capire.
Ma non buttiamoci giù. Possiamo rispondere, magari usando la stessa arma. Mettiamoci anche noi a pizzicare, piluccare, testare, sperimentare, lanciare la posata predatrice attraverso il tavolo. Il nostro modello sia Bill Clinton, che spingeva - probabilmente spinge ancora - la sua incontinenza fino ad assaggiare tutto quanto compariva sulla tavola (dovunque: Casa Bianca compresa). Voi direte: "Ma lui è l'ex presidente degli Stati Uniti! Nessuno ha il coraggio di protestare. Se lo facciamo noi, ci trapassano la mano con la forchetta." Calma: chi l'ha detto? L'importante è iniziare, e poi allenarsi fino a diventare professionisti. Gesti morbidi, rapidi ed essenziali.
E, insieme, la formula magica: "Magari ne assaggio un pò del tuo".
Forza ragazzi. La vendetta sarà (un) dolce.
Beppe Severgnini - Manuale dell'uomo domestico
Perché lo fate soprattutto voi, care lettrici.
Siete voi le gazze dell'antipasto, i rapaci del carpaccio, le aquile del contorno, le poiane del dessert.
Siete voi quelle che dicono: "Magari ne assaggio un pò del tuo.".
Una premessa. Il merito, o la colpa, di queste righe va a una giovane donna bruna, Federica, vicina di tavolo in un ristorante di Milano. La signorina non ha cercato di infilare la forchetta nel mio piatto, ma ha lasciato intendere che avrebbe potuto farlo, se fossimo stati in confidenza. Devo aggiungere che Federica è un'assaggiatrice reo-confessa, e questo le fa onore. Ha ammesso infatti che le donne - dai cinque ai centocinque anni - hanno questo difettuccio: non ordinano, piluccano. Non s'abbuffano come noi uomini ma, appunto, "ne assaggiano un pò". Il giorno dopo il nostro incontro - c'era un fidanzato testimone, che deve averci rimesso due cucchiaiate di dessert - la signorina mi ha spedito una sorta di sfogo, recuperato su internet. Il testo contiene la frase-chiave, quella che passa nella testa di ogni maschio in queste occasioni: "Ma porca miseria, prendine una porzione e avanzala". Invece no. Questo non accade. Assaggiare dev'essere un piacere sublime. Vedere la faccia infantile del compagno privato di un terzo di tiramisù è una soddisfazione che noi uomini (titolari del tiramisù) non possiamo capire.
Ma non buttiamoci giù. Possiamo rispondere, magari usando la stessa arma. Mettiamoci anche noi a pizzicare, piluccare, testare, sperimentare, lanciare la posata predatrice attraverso il tavolo. Il nostro modello sia Bill Clinton, che spingeva - probabilmente spinge ancora - la sua incontinenza fino ad assaggiare tutto quanto compariva sulla tavola (dovunque: Casa Bianca compresa). Voi direte: "Ma lui è l'ex presidente degli Stati Uniti! Nessuno ha il coraggio di protestare. Se lo facciamo noi, ci trapassano la mano con la forchetta." Calma: chi l'ha detto? L'importante è iniziare, e poi allenarsi fino a diventare professionisti. Gesti morbidi, rapidi ed essenziali.
E, insieme, la formula magica: "Magari ne assaggio un pò del tuo".
Forza ragazzi. La vendetta sarà (un) dolce.
Beppe Severgnini - Manuale dell'uomo domestico
Grazie Sole... :-)


5 commenti:
grandeeeeee!!
Evviva le Assaggiatrici!!!
:******
Io non sopporto chi assaggia dal mio piatto, mi snerva proprio, nè io pesco nel piatto di chi sta mangiando. Ma sono della categoria, quando ci si avvicina alla fine di una portata, "Tu quello non lo mangi?". E faccio piazza pulita. Ma si badi bene: mangio il mio e quello altrui!
gnam gnammmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm
ihihihih
Afruzza
IO NN SONO UNA SPILUCCATRICE ...me piace troppo magnà...anche se ho anche io i miei limiti ecco :P
Direttamente da MilanoModaDonna... non so se hai visto... ma da ieri ho un nuovo bellissimissimo vestito.. :)
Ti auguro un buon w.end.
Baci :**
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