Una settimana. In una settimana il senso di serenità ritrovata è andato a rotoli.
Un litigio con mia madre, esasperazione alle stelle, non trovarti accanto come speravo. Una morte che mi mette tristezza e paure, non averti vicino, non poterti spiegare. E poi il funerale, amici, sguardi, silenzi, parole, abbracci, e tu che non ci sei. E la festa dell’asilo a vedere P, il senso della vita che va oltre, sentire di desiderare di far parte di quelle sensazioni e non riuscire a immaginare se per noi sarà possibile. E aspettarti, il tuo non arrivare, la tua stanchezza prepotente, la tua non voglia, la tua apatia, la tua partenza troppo vicina. Mi sento sfinita, arrabbiata, delusa, sfiduciata, affranta, inaridita, insofferente.
Vorrei solo averti accanto davvero. Mi manca parlare, progettare, ridere, mi manchi tu… e nemmeno tu forse sai ritrovarti. Ieri ho accarezzato il pancione di un’amica e si è chiuso il cerchio. Vita, morte, nascita, rabbia, desiderio, amore, stanchezza, paura, progetti… ma so solo che non si può scendere, non si può estraniarsi dalla vita. Dobbiamo vivere fino in fondo ciò che abbiamo, gustare le esperienze, gli affetti. Non possiamo permetterci di trascinarci al giorno dopo, stravolti e senza energie. Svegliati, io sono qui, ma vivi.

5 commenti:
dio, che brutto momento.
tieni duro, e vedrai che ne esci, prima o poi.
fosse anche senza di lui.
ti auguro tutta la pace e la serenità del mondo.
Delusa, sfiduciata, un po' arrabbiata anche io.
Ti mando un abbraccio più forte che posso.. restiamo qui insieme ad aspettare?
giusto, bisogna scrollarli ogni tanto sti uomini!!!!
smacksss
Sara
ti lascio il mio abbraccio...il mio cuore..
Un piccolo giro sui vari blog per lasciare saluti ed augurare una buona serata a tutti. Maria
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