Forse non sei stato capace di gestire le cose, forse la tua testa è fuori controllo, forse sei stato non cattivo ma di certo vigliacco. Io tante cose le ho capite, tante le ho perdonate, ma non che tu rompi me in quanto specchio che ti faceva vedere le cose che non volevi vedere. Ti ho dato tutto ma non ti ho amato abbastanza per mentirti, forse perché ti ero stata amica, forse perché davvero ti volevo BENE piu' ancora che amarti. Forse perché penso che per un millimetro di bicchiere vuoto ti stai rodendo troppo, forse perché penso che sei viziato di ritorno, che pretendi dalla vita cose che devi rassegnarti a non avere. Niente ti renderà il passato e ciò che non hai avuto, niente ti garantirà la perfezione e nulla ti darà la sicurezza di raccogliere ciò che meriti (e secondo che metro di valutazione? ora per me meriteresti la solitudine eterna !). Il punto è che hai usato la mia vita per nasconderti da te stesso, o hai cercato risposte sbagliando le domande. Il punto è che ti sei arrabbiato perché stimavi la mia intelligenza e non volevi sentire qualcosa che distruggeva i tuoi alibi e svelava le tue paure. Il punto è che mi hai fatta del male perché mi era costato molto mandarti via, vedere cose che non volevi vedere e che io temevo, e poi hai ribaltato la frittata e mi chiedo quanto davvero ci fosse di vero e di conscio in te ! Pensare che le tua parole centellinate e pesate non fossero pensate, che i tuoi gesti concreti non fossero ben ponderati no, pensavo che il VALORE (non il costo) delle cose fosse proporzionato a quanto si è disposti a dare; quello che è facile non è raggiungere l'obiettivo ma deciderlo. Per me lo è sempre stato, a dispetto delle difficoltà. E, sia chiaro, non un concetto generico e astratto, ma completamente nostro. So chi sono e quali sono i miei valori. E mi è semplice capire qual'è il limite tra scelta e rinuncia, tra compromesso e adattamento. Intanto tu non ti prendi la responsabilità nemmeno di occuparti dei cocci lasciati indietro, nemmeno ti preoccupi di sparire. Io mi sono stancata del tuo esistere nella mia vita, in ogni angolo vorrei far sparire le tue tracce, perché la delusione pesa troppo rispetto al dolore, perché la rabbia non chieda ancora tributo alla mia serenità. Eppure tu non sai capire: che avrei almeno voluto ti facessi perdonare come persona, che avrei almeno voluto che ci fosse un senso, qualcosa di imparato. Io dai miei cocci ho sempre cercato di capire, dal letame degli errori ne ho fatto spuntare nuovi fiori, ma non sfuggendo allo schifo, alla puzza, alla fatica. E io sono un fiore. Per la prima volta so che sboccerò, so che colore e che pianta sono, so dove sono le mie radici, a dispetto di tutto.

1 commento:
tu sboccia
io, da qui, non vedo l'ora
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