giovedì 19 marzo 2009
(not) With Or (not) Without You
me lo ricordo bene quando mi facesti sentire quella canzone, d'estate in macchina. una frecciata cui non ho reagito subito, ma a cui ho reagito un paio di giorni dopo quando, dopo aver anche graffiato la macchina, credo di averti urlato tutta la mia rabbia e il mio essere esausta riguardo a quello che era il tuo modo di fare e al non sapere mai cosa ti passasse per la testa. ricordo la tua insoddisfazione, la tua insofferenza a tutto, il rivedere quella persona per "caso" (alla luce di ciò che è successo ho molti dubbi sulla verità delle cose) e poi la mia ansia e la tua scenata. volevo scappare, volevo mandarti via. ma proprio tu piu' evidenziavo incongruenze e problemi più li risolvevi, più cercavi poi di convincermi (e convincerti). è una follia, a pensare a questo, aver investito due anni e mezzo su una persona che dentro di se stava come al primo settembre insieme, con un tira e molla interiore assurdo. tanto piu' dopo avermi lasciata, dopo i discorsi chiarissimi, le carte in tavola, e le cose anche urlate. dopo lettere e comprensione. ne ho passate davvero troppe per poter solo immaginare di desiderarti di nuovo. eppure il mio stare con te era sempre quello di una lettera su un abbraccio, piu' forte della mia testa e dei ragionamenti. e quel senso di casa e di appartenenza che mai avevo avuto. non so piu' davvero cosa pensare, se penso alle porte che ti ho aperto per ammettere le cose, al tuo devo decidere cosa desidero dalla vita, a cosa potessi davvero sperare e aspettarmi da te. dall'altra parte ricordo le colazioni insieme, il vivere di tutti ii giorni sempre piu' condiviso, il senso di aver preso il ritmo reciproco ogni giorno di piu', di non temere di litigare per uno spazzolino (al massimo per una rivista!),il mio cucinare con te che stiravi, lo stare accoccolati sul divano e i ciao ciao dal finestrino, le mail e i messaggini quando eri via. possibile che fosse tutto un auto convincerti, un metterti in gabbia a cui poi dolorosamente e rabbiosamente ti ribellavi. tutto li? ma perché, perché quando nemmeno ti avrei lasciato il senso di colpa mandandoti via io. a volte il piccolina mi faceva sentire compatita, a volte davvero non capivo il senso del tuo stare, ero stremata e sfinita dal tuo non essere stabile, dal non vedere nulla di concreto, dal senso che tuttto sfuggisse senza diventare passo o mattone. detto così era tempo che non aveva senso tutto. e agosto, novembre, gennaio dimostrano quanto lo temessi e per quanto conservativa non fossi disposta a sentirmi stanca e sfinita da tutto questo. bene. perfetto ma allora cosa ci ha fatti prendere, cosa tornare, cosa stare insieme a dispetto di tutto? io ricordo il pianto riapartendo da casa tua ad aprile, mesi prima di ammettere che forse noi, ricordo il senso di un distacco doloroso, ricordo il dirti di no, il senso di istinto di protezione. e proprio tu a far crollare quel muro, una volta, due, poi lasci, poi torni. chi ce lo ha fatto fare? mi ero non incaponita su di te, anzi. non mi ero resa tappetino per paura di non averti, mi ero arresa alla evidenza. non c'era verso. di non sentire la tua mancanza. e così adesso sono serena, meno stanca, mi sembra tutto piu' chiaro, e nemmeno ho paura di stare sola. però ci sei da qualche parte. non mi manchi, vivo con la tua assenza. e di nuovo non ne vedo il senso. non so perché stavo con te, non so come mai non sei con me.
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