un po' mi sono offesa, un po' ho avuto paura, un po' di orgoglio, un po' il senso di non essere rispettata, un po' il senso di ricordo e di nervoso; restano cicatrici del passato, almeno quando ci passi sopra il sale bruciano ancora, e forse dare fiducia non vuol dire dimenticare, ma accettare; solo che in fondo resta il desiderio che qualcosa possa essere riparato e non ancora scheggiato. poi ci sei tu che cucini mentre arrivano gli amici, poi ci sono i fiori che mi fanno sentire un sorriso, poi c'è una catenina fatta di cuori, io che non sono in ansia a vestire a festa casa, nostra. e ti accompagno al treno e mi chiedo come fare a svegliarmi senza un bacio, domattina. e non ho paura, ho speranza, ho voglia, ho desiderio. ho anche un po' sonno, in effetti, amore mio, e voglia di riposare e di sognare. e aspetto novità, ma con fiducia. perché ci siamo noi, anche per te e lo so. però non farmi una colpa delle mie fragilità, delle mie ferite. non è non fidarmi, non è rinfacciare. è non dare mai per scontato qualcosa che ho già visto allontanarsi senza motivo apparente. è bisogno di un abbraccio e di sapere che non andrai via. poi lo so che mentre ti abbraccio accanto a un treno penso ai tuoi calzini da lavare e sorrido. pensiero sciocco, pensiero di noi. Ti amo.

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