le piccole cose, quelle che amo, quelle da proteggere, quelle che sanno di intimità tra le persone, quelle che fanno tenerezza; e che riempiono la vita in mezzo a qualsiasi tempo frammentato in mille cose da fare e tra centinaia di persone che ci girano intorno.
che mi sanno emozionare, così come ferire come piccoli spilli. senza motivo a volte, perché le piccole cose sono piccole, perché le cose importanti sono altre.
torno a ridimensionare la misura degli eventi per arignare il senso di valanga che in questi giorni mi fa sentire oppressa, però capiamoci, un sassolino in una scarpa può rovinare una giornata di cammino.
penso a gesti, toni di voce, attenzioni e sgarbi, casi buffi, particolari e dettagli, l'allegria che nasce in un sorriso condiviso, il nervoso sottile che sa appestare una giornata come un odore acre.
penso a chi stamattina mi ha offerto il caffè con un sorriso, a chi mi ha aperto la porta per farmi passare, a un complimento lasciato cadere indulgente. penso ad una telefonata inopportuna, all'amarezza a cui non so adeguarmi, al senso di non identità di chi conta le persone come gente, come "qualcuno" e non un incontro.
penso che sì, sono pesante come un macigno, ma il senso delle cose per me è questo, un pizzico di sale che se mal dosato o mancante può alterare il piacere del gusto, la luce che se troppa o assente provoca impossibilità di vedere. poi non saranno le piccole cose a scardinare un minimo di buon senso, ma lasciano il loro segno. briciole. sintomi lievi di pensieri su valori che mi accompagnano, senso frustrante di essere non allineata e non volermi adeguare.
sorrido per le piccole cose, mi commuovo per la mano tesa di un "nipotino" che mi dice "con te", mi rallegro per una idea di un regalo, mi scende una lacrima per un desiderio custodito.
che mi sanno emozionare, così come ferire come piccoli spilli. senza motivo a volte, perché le piccole cose sono piccole, perché le cose importanti sono altre.
torno a ridimensionare la misura degli eventi per arignare il senso di valanga che in questi giorni mi fa sentire oppressa, però capiamoci, un sassolino in una scarpa può rovinare una giornata di cammino.
penso a gesti, toni di voce, attenzioni e sgarbi, casi buffi, particolari e dettagli, l'allegria che nasce in un sorriso condiviso, il nervoso sottile che sa appestare una giornata come un odore acre.
penso a chi stamattina mi ha offerto il caffè con un sorriso, a chi mi ha aperto la porta per farmi passare, a un complimento lasciato cadere indulgente. penso ad una telefonata inopportuna, all'amarezza a cui non so adeguarmi, al senso di non identità di chi conta le persone come gente, come "qualcuno" e non un incontro.
penso che sì, sono pesante come un macigno, ma il senso delle cose per me è questo, un pizzico di sale che se mal dosato o mancante può alterare il piacere del gusto, la luce che se troppa o assente provoca impossibilità di vedere. poi non saranno le piccole cose a scardinare un minimo di buon senso, ma lasciano il loro segno. briciole. sintomi lievi di pensieri su valori che mi accompagnano, senso frustrante di essere non allineata e non volermi adeguare.
sorrido per le piccole cose, mi commuovo per la mano tesa di un "nipotino" che mi dice "con te", mi rallegro per una idea di un regalo, mi scende una lacrima per un desiderio custodito.

2 commenti:
Un abbraccio
vieni a fare due passi con me?
grazie. davvero. che anche un link a volte è una di quelle piccole cose... :-)
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